INIRA – GRAY PAINTED GARDEN

Condividi questo articolo..
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Dopo aver affrontato vari cambi nella formazione e aver stretto un contratto con la Metal Scrap Records, gli Inira pubblicano un seguito al loro album ultimo del 2010, intitolato Gray Painted Garden. Gray Painted Garden non è un insieme di tracce, ma un’unica melodia che evolve durante l’album, mostrandosi dinamica e trasformista.

La prima traccia di Gray Painted Garden, che si intitola come l’album, inizia con un’atmosfera cupa che fa da preambolo ad una musicalità piena e vicina al metalcore, che riprende in parte il passato death melodico della band. Discarded si fa notare per un ritornello pulito che fa da cornice al potente scream di Efis Canu e al solo tecnico e aggressivo di Daniele Bressa. This Is War presenta all’inizio sonorità più heavy metal per spostarsi più su ritmiche djent nella seconda parte. Sorrow Makes for Sincerity con la collaborazione di Giada “Jade” Etro, cantante della band power metal Frozen Crow, presenta una particolare unione di generi e musicalità: all’aggressività della melodia e dello scream si contrappone un ritornello quasi power metal, concludendo poi con della leggera musica elettronica. Probabilmente questa è la traccia più interessante e che cattura di più all’ascolto. Mentre Venezia ritorna nello stile della traccia Discarded, Zero unisce elettronica e metodi che ricordano quasi il trash. The Falling Man e The Path, dopo un’introduzione acustica, mostrano tutto il loro lato aggressivo, contornate come in altre tracce, ad esempio Oculus Ex Inferi, da breakdown in perfetto stile djent. Universal Sentence of Death e Home, rispettivamente terzultima e ultima traccia dell’album, mostrano tutta la dinamicità melodica che si è intravista in tutto l’album, elevandola alla massima potenza.

In generale, si può dire che Gray Painted Garden è un album scorrevole, piacevole e ben mixato, tant’è che per questo compito la band si è affidata a un esperto del calibro di Henrik Udd, che in passato ha masterizzato e mixato album di band comei Architects, Bring Me The Horizon, I Killed The Prom Queen e Hammerfall, per citarne alcune. L’album, che spazia molto tra metalcore, post hardcore e ritmiche djent, presenta repentini cambi di melodia anche nella stessa traccia, specialmente su quella finale, ma forse l’esperimento non è sempre riuscito bene. Seppur interessante, Sorrow Makes for Sincerity forse stona un pochino con tutto il resto dell’album. Di certo, l’album nella sua interezza merita di essere apprezzato a pieno ed è un ottimo lavoro e mostra una bella crescita ed evoluzione da parte degli Inira.

Tracklist:
1. Gray Painted Garden 04:29
2. Discarded 03:56
3. This Is War 03:50
4. Sorrow Makes for Sincerity 04:56
5. Venezia 04:46
6. Zero 04:22
7. The Falling Man 05:01
8. The Path 04:32
9. Universal Sentence of Death 04:08
10. Oculus Ex Inferi 04:00
11. Home 06:05
Total playing time: 50:2

Review by Federico I.

Autore dell'articolo: Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *