THE SILENCE BETWEEN US – NAILS

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Dall’underground italiano e più specificatamente da Venezia, il 10 giugno è stato pubblicato il secondo EP dei The Silence Between Us, Nails, interamente prodotto e distribuito in completa autonomia. Un pugno in faccia ad ogni brano, rabbia e dolore tradotti in musica.

Dopo il precedente EP del 2015, Miasmatic Dream, la band ha trascorso un lungo periodo live, esibendosi sia con band modern metal della scena italiana ( come The Big Jazz Duo, The Modern Age Slavery) sia con importanti band internazionali del calibro dei Oceans Ate Alaska, Fit For An Autopsy, Our Hollow Our Home e I Set My Friends Of Fire.

In un totale di 18 minuti racchiusi in 7 tracce, i The Silence Between Us avevano l’obiettivo, che alla fine hanno raggiunto appieno, di far trasparire delle emozioni dalla loro musica, in particolare delle varie forme di dolore.

Atlas, la prima traccia, è un’introduzione melodica che funge da apriporta a Distant and Cold, prima traccia puramente deathcore di Nails. In mezzo a scream e breakdown, il tema affrontato è la distanza e la freddezza, una tra le forme di dolore affrontate dalla band. Come in tutte le tracce, la band non dà delle risposte ma pone delle domande, alla quale l’ascoltatore dovrebbe trovare soluzione: “Why is everything is so distant and cold?”. Lungs, invece, introduce in maniera un pochino più distinta dei riff melodici di chitarra che fanno da contorno alla voce death ed alla batteria veloce.Nails, la traccia che fornisce anche il titolo all’extended play, introduce per la prima volta la voce pulita di Chiara Zanon, la bassista del gruppo. Mentre la traccia volge alla conclusione, il contrasto tra la voce death del cantante Federico Cardazzo e la voce pulita della Zanon crea un contrasto particolare, traducibile quasi come un lamento oppure una richiesta di aiuto. Il contrasto vocale precedentemente citato viene riproposto successivamente anche in Dear Dad, brano che affronta l’impossibilità della riconciliazione, con un effetto alquanto simile.L’interludio Degma, lento e pulito come è accaduto precedentemente con Atlas, introduce Bury Me Alive, brano che rappresenta nella scala emotiva della band la rassegnazione. In questa traccia, un breakdown e un bridge antecedono il miglior assolo del lavoro, che porta con sé in dote una componente emotiva non indifferente.

Nel complesso, Nails si è rivelato un EP scorrevole e di facile ascolto, chiaramente per gli ascoltatori più incalliti del deathcore e quelli del metalcore con tendenze un po’ più “cattive” e meno melodiche. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al lavoro di mastering di Justin Paul Hill, che ha già lavorato anche con band del calibro dei Betraying The Martyrs, il quale ha ben bilanciato il suono di ogni strumento e  della voce: nessun elemento sonoro prende mai il sopravvento rispetto ad un altro e la musica rimane pulita e comprensibile durante tutta la riproduzione.

Concludendo, il lavoro dei The Silence Between Us è solido e porta in dote i migliori elementi delle band a cui si ispirano, a partire dalla cattiveria dei Whitechapel fino alle melodie dei As I Lay Dying e dei Trivium. In futuro, sarebbe bello poter sentire più melodie di chitarra come quelle esposte in Bury Me Alive, ma è anche vero che il deathcore non è eccessivamente melodico. In questo senso, la band è comunque riuscita a produrre un EP melodic deathcore utilizzando senza esagerare anche la voce pulita, dando in questo modo un tocco caratteristico alla loro musica come non se ne sente ovunque nella scena.

 

Tracklist:

  1. Atlas (1:09)
  2. Distant and Cold (3:09)
  3. Nails (3:24)
  4. Lungs (3:07)
  5. Dear Dad (3:07)
  6. Degma (0:52)
  7. Bury me Alive (3:44)

Total playing time: 18:32

 

Line-up:

Chitarra – Salvatore Palomba

Voce – Federico Cardazzo

Basso e clean vocals – Chiara Zanon

Batteria – Samuele Dei Rossi (studio sessions), Marco Perviero (attualmente)

Autore dell'articolo: Redazione

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