PECTORA – UNTAKEN

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Era da parecchio tempo che non mi capitava di scrivere una recensione di un album con tanta facilità. 

Non perchè il prodotto tra le mie mani non fosse di qualità (sebbene a volte sia capitato), ma perchè le parole vengono spontanee ascoltando un lavoro come questo “UNTAKEN” dei danesi “PECTORA”. 

Un piacevole sorpresa, un disco che definire eterogeneo è riduttivo.  

In 47 minuti e 8 brani ci si trova davanti a tutto ciò che ha reso memorabile gli anni ’80/’90, una vera e propria dichiarazione d’amore per un certo tipo di sonorità: ritmi serrati, liriche accattivanti, drumming potente e vario e un lavoro chitarristico impressionante sono figli di degli anni in questione, e tra le cui note si possono trovare facilmente riferimenti al thrash dei primi Overkill che si fondono con le atmosfere tipiche del power degli Accept ma, soprattutto degli Angel Dust del periodo di quel piccolo capolavoro incompreso di Bleed (The Fare, in questo caso, è l’esempio più chiaro di quanto questa passione possa produrre autentiche perle, dove le influenze si notano ma non sono “sovverchianti“, lasciando trasparire anche l’anima della band). 

Un disco che scorre via ma lascia il segno, ogni canzone è diversa nella struttura e nella progressione (c’è spazio anche per piccoli sprazzi di prog, classic metal, hard rock e “quasi” stoner nel riff iniziale di Running Days… ) dove la voce di Jacobsen fa da ottimo collante, dimostrandosi un vocalist di eccezionale talento, capace di svolgere un lavoro egregio in ogni occasione, adattandosi agli stili differenti proposti dalla band. 

Davvero un buon disco, con una durata perfetta da permettere di assimilare subito la musica proposta

Autore dell'articolo: Redazione

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