MALAURIU – VULTUR – A REPIT – INFEREN : TESCHI OSSA MORTE (SPLIT 2019)

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La fulgida vena creativa del black metal italiano non smette di sfornare gioielli. Difficile parlare di quattro band che condividono un genere così estremo e giudicare il loro operato solamente da due canzoni (una sola per quanto riguarda i sardi VULTUR). 

La bomba che esce fuori dall’unione di quattro misture di tale potenza è comunque micidiale, violentissima e macabra, in pieno stile old school black metal in cui è possibile notare diversi approcci al genere, diversi modi di suonare e comunicare. In comune c’è ovviamente tanto blastbeat ma come dico sempre, e non mi stancherò di ripetere, quello che conta in fondo è come sono strutturate le canzoni. 

Ad aprire le danze, quasi come si trattasse di un concerto sono gli “A REPIT” che danno sfoggio di un black metal dai toni epici ed esordiscono con questa “La Roccia di Jean Grat”, una cavalcata cadenzata che sfoga tutta la sua rabbia in un finale velocissimo. 

Ventre di Lupo” è il secondo pezzo della band, un arpeggio malinconico apre il campo ad un altro pezzo cadenzato e pesante, solenne per certi versi. Gli “A REPIT” (che aspettiamo di sentire presto con un full lenght) picchiano con armonie molto particolari e mi incuriosiscono parecchio. 

“INFEREN” la seconda band di questo split, “Volti di Pietra” il pezzo che comincia il “set” dopo i due pezzi d’apertura, decisamente un impatto più veloce, con una parte centrale rallentata e ipnotica, il cantato in italiano diventa chiaro e diventa un coro scandito dalla doppia cassa e da una ritmica incessante e pesante. Decisamente l’approccio degli “INFEREN” è più legato al black metal con suoni massicci e violenti, un mix perfetto di velocità e tempi ragionati a fare da accompagnamento ad una voce incredibilmente potente. 

“MALAURIU” sono la terza band, siciliani, cattivi e molto incazzati. Un ritorno alle origini più lontane del black metal, zero fronzoli, zero compromessi. “MALAURIU” spaccano e picchiano dannatamente forte e bene. “Narcotic Cult” e “Sacramentum” sono due pezzi con la medesima anima, nera e maledetta da tutti gli Dei del mondo conosciuto e sconosciuto. 

A chiudere lo split ci pensano i sardi “VULTUR” (che poche settimane fa hanno aperto in maniera eccezionale la data sarda dei PESTILENCE) con un pezzo che dura circa 12 minuti e che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, di come la band sarda, senza togliere nulla al valore delle altre band, sia indubbiamente tra le migliori espressioni del genere. 

Un pezzo lungo, articolato, rabbioso e cattivo, veloce e con una parte lenta da vivere nota per nota, vibrazione per vibrazione. “Animas Dannadas” è un gran bel pezzo. 

 

Uno split album assolutamente soddisfacente, 4 espressioni di black metal, 4 modi di porsi di fronte ad un genere che non ha limiti. Ci troviamo di fronte a 4 band che nulla hanno da invidiare a nessuno, potenti e massicce con una produzione e dei suoni sopra la media. 

Se ascoltate black metal, se vi piace la musica estrema e le atmosfere cupe e gelide, questo è un album da avere poiché le band che hanno suonato sono una potenza capace di demolire i muri della vostra casetta di mattoni, manco fossero il lupo delle fiabe più macabre che possiate immaginare. 

 

Tracklist: 

 

à RépitLa Roccia Di Jean Grat  

à Répit – Ventre Di Lupo 

Inféren – Volti Di Pietra 

InférenDescensio Ad Inferos 

MalauriuNarcotic Cult  

MalauriuSacramentum 

VulturAnimas Dannadas 

 

à Répit 

 

Gypaetus – Guitars/Bass/Lyrics 

Skarn – Vocals/Synth/Drums 

 

Inféren  

 

Enyalios – Vocals 

Al Azif – Guitars 

Eihort – Bass 

Schins – Drums 

 

Malauriu  

 

  1. Schizoid – Guitars 
  2. Venor – Vocals

S.T. – Bass 

R.C. Drums 

Felis Catus – Keyboards  

 

Vultur  

 

Attalzu – Vocals/Guitars 

LuxferreBass  

VoragoGuitars 

L.B.Drums 

Autore dell'articolo: Redazione

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