KGB – SMERT’JU VOSSATAVSHIJ

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Una band che si chiama KGB non poteva che provenire dalla Russia, un power trio old school (come si nota dalla copertina che sarebbe potuta essere più accattivante) che propone un thrash tecnico e curato d’impatto pauroso. La chitarra è simile alla lama di un rasoio e il sound in generale è molto trascinante. 

Aprire un disco con un pezzo thrash metal di circa 12 minuti poi non è proprio una cosa usuale, vi risparmio i titoli perché sono tutti in russo (come i testi delle canzoni del resto) e quindi sarà impossibile per tutti o quasi cantare a squarciagola insieme alla band. 

La poi è la cosa che meno mi convince di questo disco sia per la lingua utilizzata che toglie ritmo alle canzoni che come impostazione, sembra aggiunta in un secondo momento o che il cantante stia cantando da una stanza vicino a dove si suona (cosa impossibile essendo la band composta da soli 3 elementi!!!). 

Il sound come detto è abbastanza old school, niente di innovativo per il genere ma è suonato davvero bene e tutto sommato funziona a meraviglia. La doppia cassa ha un ruolo fondamentale nelle ritmiche, utilizzata a modo è un vero toccasana per le band che hanno solo una chitarra e rischiano di sembrare poco presenti durante gli assoli o in parti poco ritmate. 

Un mix azzeccatissimo di “mosh” e tempi veloci contribuisce a rendere il disco veramente piacevole. La band che è attiva dal 1989 ha una lunga storia (quasi sempre con la stessa formazione, tranne per il batterista) e due dischi alle spalle registrati diverso tempo fa. In questa prova la band dimostra maturità e tanta concretezza, technical thrash come andava di moda a fine anni 80 suonato veramente bene. 

Se siete stati fans di band come “Vendetta” o “Destruction” il disco fa assolutamente per voi. Avventuratevi in questa trasferta russa e sentite un po’ come i “KGB” interpretano il thrash metal, non resterete delusi e continuerete a muovere la testa per tutta la durata di questo disco. 

 

Tracklist 

 

1 – Smert’ sumashedshego 

2 – Val’s  

3 – Prazdnik bezumija 

4 – Posobie dlja nachinajushhih podonkov 

5 – Tanki 

6 – Smert’ju vosstavshij 

7 – Dyhanie mraka 

8 – Imejushhij pravo 

9  – Strannik 

10 – Kogda pozadi vechnost’ 

11 – Prokljato imja tvojo 

 

KGB 

 

Pavel Toropygin- Vocals, Bass  

Dmitriy Krivtsov – Guitars  

Uriy Groiser – Drums

Autore dell'articolo: Redazione

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