KAMION – GAIN

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Ascoltare il primo lavoro di un artista è sempre qualcosa di intrigante, si capta sempre la rabbia e la voglia di emergere che, forse, nel corso degli anni si va a perdere. Se poi il tutto è supportato da abilità coese ad un gran sound è ancora più facile riuscire a colpire chi è dall’altra parte del palco.

Tutto ciò è quello che mi hanno trasmesso i KAMION con il loro primo full-lenght autoprodotto GAIN, che ha visto la luce nel 2018, ma solo grazie all’accordo con ATOMIC STUFF PROMOTION sono entrati a far parte della grande distribuzione. Nati nel 2014 da un’idea dei due chitarristi Paul e Patch, che completano la formazione attuale e ideale nel 2017 con la voce graffiante di Dodo, Dan alla batteria e Lux al basso. Otto tracce che sono un autentica esplosione di pura rabbia e non mi sono sbagliato subito dopo aver ascoltato The Reaper che apre le danze, difatti Gain mantiene una linea ben salda per tutta la durata dell’album senza mai stancare l’ascolto grazie al gran lavoro fatto dalla band sulle ritmiche e sui riff. Le sonorità sono al limite tra l’Hard Rock e il Trash, soprattutto negli stacchi che, come fucilate, spezzano il ritmo incalzante dettato dalle corde delle due chitarre e del basso, mentre Dan alla batteria picchia come un fabbro senza mai eccedere con l’uso della doppia cassa, che con un ritmo così spedito a molti drummer, partirebbe un pò troppo l’altro piede. Non posso non citare la voce graffiante e duttile di Dodo, la sua timbrica si sposa a perfezione con l’idea di musica dei Kamion, riuscendo a plasmarla a suo piacimento in base ai riff.  Un tiro travolgente che riesce in qualsiasi momento e in quasi ogni traccia a rallentare senza mai perdere la potenza del sound espresso dalla band, ma è in Home che, a mio parere, raggiungono l’apice, con un inizio che fa pensare ad una ballad malinconica, per poi trasformarsi in un’autentico pugno in faccia coronato con un ritornello melodico che ti entra in testa senza volerne più uscire.

Il nostro “Underground” ci regala, dunque, un’altra band di alto livello, a dimostrazione che in Italia abbiamo un enorme potenziale, poco sfruttato e che ci potrebbe dare grandi soddisfazioni. Un plauso va dunque all’ATOMIC STUFF PROMOTION che ha scovato i KAMION e crede nel loro sound. Noi siamo qui per supportare le nostre risorse, orgogliosi, un giorno, di poter dire di aver recensito per la prima volta artisti come i rockers padovani.

Autore dell'articolo: LucaRock

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