HUMANITY DELETE – WEREWOLVES IN THE SKY

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Immaginate di trovarvi di fronte ad un concerto degli Humanity Delete, ebbene probabilmente vi trovereste ad osservare un palco con una sola persona, magari con una bella chitarra a 7 corde e un microfono attraverso cui urlare tutta la rabbia che trasuda da questo disco che vedrà la sua uscita proprio nella giornata di domani (per me che scrivo la rece) e probabilmente odierna per quelli che potranno leggere ciò che penso di questo disco più death metal che grindcore che è una vera esplosione di violenza sonora e cantato growl senza via di scampo.

Come dicevo prima tutto nasce dalla mente di Rogga Johansson che ha un lunghissimo trascorso in diverse band death metal/grindcore della zona nord europea come è facile comprendere anche dal cognome di questo “cantautore” particolare che ha collaborato in passato anche con mostri sacri del genere (Paul Speckman dei Master è uno di questi per esempio).
La certezza è che ci sappia davvero fare, tutti gli strumenti sono suonati da lui (così si evince dalle note di copertina di questo Werewolves in the Sky) e il disco suona maledettamente bene. Secondo me, come accennato più tendente ad un death metal abbastanza old school che non al grindcore a cui ultimamente mi sto affezionando nuovamente, ma comunque impatto e muro sonoro espresso sono assolutamente due cose da non sottovalutare.
I pezzi che compongono il disco sono 9, si parte con “Werewolves in the Iron Sky” che toglie ogni dubbio su cosa ci si possa aspettare dal sound degli “Humanity Delete” e il disco non rappresenta niente di stucchevole o originale. Puro death metal di stampo Svedese che suona e martella con doppia cassa e riffs graffianti che talvolta esplorano campi di tempi rievocando il ricordo dei grandi gruppi thrash metal.

Werewolves in the Sky non sarà ricordato sicuramente per essere il disco death metal dell’anno, la struttura dei pezzi si ripete continuamente e capita di trovarsi ad ascoltare cose già sentite nel pezzo precedente. Certo, non mi aspettavo un disco con spunti di chissà quale originalità ma mi sarei aspettato qualcosa in più da questo vecchio lupo solitario che da 20 anni con tantissimi progetti si muove nei meandri del death metal.
Un disco che non aggiunge e non toglie nulla a quello che già si sapeva di Rogga e degli Humanity Delete ma alla fine un disco con una gran bella produzione e dei suoni pulitissimi che ha un ascolto fluido e senza troppi intoppi raccomandato ai fans del genere e a chi vuole avvicinarsi a cose più pesanti partendo da una band molto underground.

Tracklist

1 – Werewolves in the Iron Sky
2 – I Grip Your Heart
3 – Fur
4 – Merge with the Beast
5 – Prototype Metal Claw
6 – Werewolf Reich
7 – Conjure the Moon
8 – Lunar Rites
9 – Werewolf Reich II

Autore dell'articolo: Redazione

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