BLACKRAT – DREAD REVERENCE

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I Blackrat, dopo aver autoprodotto l’ultimo album nel 2016, firmano con la Shadow Kingdom
Records e pubblicano con questa etichetta il loro primo album, Dread Reverence .
Gruppo con forti influenze derivanti dal trash metal, dal death metal e dal punk, in particolare dal
crust, l’album porta l’ascoltatore in un viaggio nel tempo, facendogli quasi rivivere gli anni ‘80.
Nella prima parte dell’album le tracce sono più aggressive, rozze, sporche e quasi prive di
ritmica. Quello che travolge e che emerge di più è sicuramente il cantato sporco rispetto al resto
della melodia, intervallato da pezzi di chitarra solista.
A partire da Fang of Malice , la quinta traccia, l’album assume connotazioni più melodiche e
inclini al trash, in cui dei riff di chitarra più melodici sono più udibili, apprezzabili e il cantato
sporco del cantante non fa da padrone. Dei pezzi di chitarra solista sono presenti anche nella
seconda parte e sembrano più integrati col resto delle tracce a cui appartengono.
In generale, il mixaggio non sembra di buona qualità. Il suono dei vari strumenti non è bilanciato
e il suono è privo di bassi. In tutte le tracce, è perfettamente percepibile l’area cupa da black
metal, quasi da funerale, che il gruppo vuole infondere nella sua musica. Nella prima parte
dell’album, l’impressione è di ascoltare un suono poco coeso e quasi campato in aria, mentre
nella seconda parte si sviluppa un suono più ricercato e che, come detto all’inizio, riporta con la
mente agli anni ‘80.
In conclusione, i Blackrat mostrano di avere del potenziale. Ascoltando tutto l’album
ininterrottamente, sembra quasi di ascoltare un’unica traccia da 40 minuti contornata da giri di
batteria e riff di chitarra un po’ ripetitivi, ma prendendo le ultime canzoni singolarmente, ad
esempio Haunter of the Threshold , si trova materiale di spessore. Proseguendo sulla strada
tracciata alla fine, i Blackrat in futuro potranno far sentire parlare di sé e meritare, da parte
nostra, più di un ascolto.
Tracklist
1. Into the Ebony 04:56
2. Lust to Burn 04:59
3. Thrall to the Gallows 04:23
4. Coffin Rock 05:15
5. Fang of Malice 05:52
6. Headless Countess 04:09
7. The Sign 05:00
8. Haunter of the Threshold 05:26
Totale 39:59

Autore dell'articolo: LucaRock

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