ANTIPATHIC – HUMANIMALS

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Una riflessione in stile brutal death su come il mondo sia o possa diventare da un momento all’altro, un mondo schiavo della macchine che ti lascia senza fiato per respirare. Del resto, grazie alla mia lunga amicizia con una delle menti di questo combo, l’unica riflessione che mi permetto di esternare è che veramente, per tanti motivi, l’avvisaglia lanciata dalla copertina è quantomeno fedele alla realtà delle cose. 

“Antipathic” è un progetto di Giuseppe Tato Tatangelo e Chris Kuhn che esce per “Despise the sun records” e il nome rischia veramente di essere reale. La prima sensazione dall’impatto sonoro che ti travolge è che la decadenza del mondo a causa delle macchine sia in realtà orchestrata da blastbeat e riff micidiali.  

“Digital Damnation” è solo il preludio di un qualcosa che partendo da un concetto “Brutal” strizza l’occhiolino allo “Slam” con tante di quelle influenze che ci si perde a citarle, ma come dicevo questi dischi sono così, o li ami sin da subito o li odi senza possibilità di porti nemmeno la minima domanda sul perché questo accada.  

Alla fine della questione in questo disco il concetto di rabbia è portato alla sua massima estremizzazione, produzione curatissima (ma su questo non avevo il minimo dubbio) e pezzi che ti spaccano le ossa, dal primo all’ultimo secondo del disco non hai il minimo spazio per tirare il fiato e riflettere, l’effetto è di stare in mezzo al pit in un concerto dei “Cannibal Corpse” mentre al tuo fianco ti scontri con mostri sacri della scena death metal senza mai fermare il tuo incedere. 

“Integers” “Iscariot” sono mazzate sui denti, roba che potrebbe stenderti senza problemi, nel disco anche un pezzo che ricorda la vecchia e mai dimenticata scuola “grindcore” degli albori “Synesthesia” che con i suoi 23’’ mi riporta alla mente le cose proposte dai Napalm Death in “Scum”. 

In conclusione, il disco picchia durissimo, forse la roba più estrema in cui si è cimentato il mio caro amico TATO, un progetto che rende veramente bene in tutta la sua cattiveria sonora, la corsa è senza fermate, un viaggio diretto verso la distruzione del genere umano a suon di blastbeat e ritmiche di una cattiveria infinita. Il mio pezzo preferito del disco è “Inorganic Repopulation”, ipnotico e d’impatto. Un disco che sono fiero di avere e che ascolto volentieri quando la giornata lavorativa ha distrutto ogni forma di socialità che mi è rimasta nell’anima e l’unico desiderio che ti resta è che da quel maledetto smartphone a cui siete sempre attaccati possa venir fuori una mano che vi tiri via il cervello o quello che ne rimane… 

…”PRAY TO THIS…PRAY TO THIS…NOW… 

 

Tracklist 

1 – Binary Extraction  

2 – Digital Damnation  

3 – Integers  

4 – Industrial Exorcism  

5 – Singularity  

6 – Failure Nodes  

7 – Abdication Through Transcendence  

8 – Iscariot  

9 – Synesthesia  

10 – Neurotoxic Paralysis 

11 – Inorganic Repopulation  

12 – Cognitive Dissonance 

Antipathic  

 

Giuseppe Tato Tatangelo – bass and vocals 

Chris Kuhn – guitars and drums  

 

 

 

Autore dell'articolo: Redazione

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