AMBER TEARS – WHEN NO TRAILS

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La gelida Russia, il freddo e la desolazione di quei vasti territori è lo specchio attraverso cui guardare questo lavoro degli “AMBER TEARS”. “WHEN NO TRAILS” è il terzo lavoro per questa band proveniente dall’estremo est dell’Europa, la tristezza infinita delle atmosfere doom è resa a meraviglia. Pezzi lenti e malinconici, chitarre e ritmiche perfette per un disco che, in solo 5 tracce e in 40 minuti totali esprime tutto quello che racchiude il doom metal.

Lenti, ossessivi, malinconici, gli “AMBER TEARS” hanno una lunga carriera alle spalle e una storia abbastanza complicata ma riescono nell’intento di dare alla luce un nuovo album e lo fanno nel migliore dei modi. Il doom più classico che si possa immaginare, alla fine credo che suonare più lenti e pesanti di così sia un’impresa, una sorta di gara di lentezza che potrei paragonare a quella che si fa con chi suona il blastbeat più veloce.

Bando alle chiacchiere, che poi restano tali, questo disco è completo, un viaggio reale, lento ed inequivocabile attraverso racconti sulla natura e sul mondo che ci circonda.

I pezzi lunghissimi e molto curati intrecciano le sonorità tra la rabbia pesantissima e la malinconia fatta di atmosfere e spazi attraverso cui riflettere e sognare, un sound che ti avvolge come un lenzuolo fatto di ghiaccio e disperde la tua Anima in una solitudine irreale.

In the Whirlwind of the Last Days” rende benissimo l’idea che domina il disco, lentissimo e triste, con atmosfere malinconiche e chitarre che tramano melodie inquietanti.

Sembra strano che dopo aver tanto utilizzato aggettivi come “triste o malinconico” poi, alla fine della storia, il disco sia un gran bel disco, perché in fondo il doom è questo, far uscire la parte più profonda e nascosta dell’Anima e portarla fuori, con tutti i sentimenti possibili.

Per questo consiglio questo disco degli “AMBER TEARS” ma assumetelo a piccole dosi, ascoltatelo e lasciatevi trasportare dalla musica ma se siete dei novizi del genere, tutto questo potrebbe arrivarvi addosso come uno tsunami…

uno tsunami proveniente dalla Russia…freddo…triste…malinconico…

Tracklist

Sing the Wind, Sing the Raven

Where I Stayed

In the Whirlwind of the Last Days

Under the Stars Light

Where There Is No Spring

AMBER TEARS

Anton Bandurin – Vocals

Dmitry Schukin – Guitars

Alexey Rylyakin – Guitars

Evgeny Zorichev – Bass

Viktor Kulikov – Drums

Autore dell'articolo: DaveXXX

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