ACAJOU – UNDER THE SKIN

Condividi questo articolo..
  • 14
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    14
    Shares

Tornano dopo gli anni d’oro della scena rock anni 90′ gli ACAJOU, con il loro secondo disco, UNDER THE SKIN.

I padovani, usciti di scena nel 1998, dopo il loro unico e primo disco “HIDDEN FROM ALL EYES”, tornano motivatissimi e gasati grazie al nuovo album. Hidden fu un disco di sole 4 tracce, che racchiudevano un mix di grunge e stoner rock, molto in voga all’epoca, e dava una grande carica all’ascoltatore. (Il gruppo fu incluso addirittura nella mitica raccolta Stone Deaf Forever, in compagnia di The Atomic Bitchwax, Beaver, Ufomammut, Spirit Caravan).

UNDER THE SKIN invece, oserei etichettarlo come blues – rock, e penso che questo disco racchiuda in tutte le sue sfumature, il processo di crescita sostanziale della band, che ad oggi dimostra di essere maturata musicalmente. E’ difficile analizzare tutti i cambiamenti a livello sonoro, come lo è fare un paragone tra la band anni 90 e quella odierna, ma posso dire che i passi da gigante sono stati fatti nella composizione dei brani e nella loro linearità e fluidità. Per tutto l’album possiamo riconoscere quindi uno stampo rock – blues, ma in tante tracce anche una forte influenza funky e grunge.

Questo disco crea atmosfera, l’ascoltatore si sente subito parte di esso, e lo coinvolge in tutte le tracce, che hanno un ritmo forte e caloroso. Anche l’impatto che dà Marco Tamburini, a livello vocale, è ottimo. Ha una voce molto blues che si adatta perfettamente ai pezzi un pochino più forti, con acuti che dimostrano quanto il cantante abbia lavorato bene sulla sua voce, e sia riuscito ad adattarla ad un cambio di genere scontato dopo 20 anni di assenza dalla scena della band.

Mi sento di dire che “UNDER THE SKIN” sia un lavoro ottimo, suona bene, coinvolge, e che possa essere un must per gli appassionati del blues rock in questo 2019. Inoltre mi sento di complimentarmi con la band, oltre che per il disco, sopratutto per il coraggio e la libertà di espressione che gli ha contraddistinti, tirando fuori un ottimo album anche a distanza di diverse ere musicali.

Autore dell'articolo: Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *