SANGUE: Intervista alla band Punk Hardcore di Olbia

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Continua il nostro viaggio nell’underground musicale, la nostra missione per dar luce ad artisti di assoluto valore che, pur conducendo una vita normale, hanno grandi potenzialità e creatività e ce lo dimostrano con ottimi album e performance live.

Questa volta il nostro DAVEXXX, veterano dall’underground metal italiano, dopo essere stato in Spagna con gli Stasia Momento, si sposta nella meravigliosa Sardegna e più precisamente ad Olbia, dove incontra i SANGUE, band Punk Hardcore, con alle spalle un background di tutto rispetto. Ecco a voi una breve chiacchierata con loro!

Ciao ragazzi, vi ringrazio per averci concesso un po’ del vostro tempo. Partiamo subito facendo capire ai nostri lettori chi sono i Sangue?

I Sangue sostanzialmente sono per prima cosa un gruppo di amici. C’è un’amicizia ventennale che ci lega ed il fatto di suonare ancora insieme dopo la militanza in altri progetti è stata naturale col trasferimento ad Olbia di Giacomo.

Quali sono le band che hanno ispirato e che ispirano la vostra musica?

Noi siamo tutti cresciuti col punk hc degli anni 90. Ci siamo avvicinati al genere grazie all’hardcore melodico di etichette come Epitaph, Fat Wreck e Burning Hearts per intenderci. Il passo verso l’hc di un certo tipo è stato più tardi, forse per esigenza, rabbia ed immediatezza. Per quanto riguarda il progetto Sangue le influenze (a livello di “suoni”) son quelle dell’hc italiano partendo da mostri sacri come Negazione,Kina e Nerorgasmo a gruppi più recenti come Sottopressione e La Crisi. Sinceramente durante la stesura dei pezzi non abbiamo ragionato su nulla.Le canzoni son nate così di getto senza stare a guardare troppo al resto. Sentivamo proprio la necessità di comunicare determinate sensazioni e basta.

Quali sono i progetti musicali per il 2019?

Per il 2019 pensiamo di far uscire un altro Ep e possiamo solo dire che sarà ancora più violento e diretto. Dobbiamo toglierci un po’ di sassolini dalla scarpa e lo faremo, come sempre, a modo nostro.

Poco tempo fa avete spaccato allo STRIKEDOWN FESTIVAL, cosa vi rimane da quella performance?

Lo Strikedown Fest è stato uno dei migliori eventi visti in Sardegna negli ultimi anni, sia dal punto di vista delle bands che dal punto di vista organizzativo. E’ stato semplicemente tutto perfetto. Questo dimostra che persone come Carlo hanno realmente lasciato il segno ed è una cosa che va assolutamente oltre la musica. Non penso esistano parole per spiegare ciò che per ognuno di noi è stato quel concerto.
Il magone c’era, c’è e ci sarà sempre.

La scena Olbiese è sempre viva, quali sono gli artisti da cui ci possiamo aspettare tanta buona musica?

Diciamo che la situazione, dopo anni di letargo, si sta risvegliando . Non c’è stato un folto ricambio generazionale e quindi son quasi sempre i vecchietti a continuare a spingere determinati generi. In tutto questo abbiamo la fortuna, da sempre, di avere l’appoggio totale del Devil Kiss che non è assolutamente cosa da poco. Vi consigliamo di tenere d’occhio i Delirio (con album in uscita a breve), gli Amesua ed i Mislay.

Ragazzi grazie mille per questa breve chiacchierata e speriamo di vedervi presto, di nuovo, live.

 

Autore dell'articolo: Redazione

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