IATO – Intervista con la band HC/Death Sarda

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Dave incontra gli IATO, band Hardcore/Death della scena musicale sarda, fucina di band e artisti tra le più attive nel bel paese. Ma vediamo cosa ci raccontano.

Ciao ragazzi è un piacere fare una chiacchierata con voi, inzio subito chiedendovi quali sono le band che influenzano il vostro sound?

Le band che influenzano il sound degli Iato sono a nostro avviso parecchie, dal momento che
non tutti ascoltiamo gli stessi gruppi e gli stessi generi. Tuttavia, data la nostra proposta musicale,
non possiamo fare a meno di menzionare gruppi come Suffocation, Dying Fetus, Origin, Misery
Index, Cattle Decapitation e tanti altri gruppi death metal, soprattutto americani, ai quali più di tutti
ci ispiriamo nel comporre i pezzi e nell’orientare poi il tipo di sound. Negli ultimi tempi abbiamo
inoltre cercato di comporre dei brani che fossero più diretti e veloci rispetti ai precedenti, e nel fare
questo ci siamo lasciati ispirare anche da gruppi grindcore come Napalm Death, Nasum, Rotten
Sound, Murder Construct e altri, che comunque abbiamo sempre ascoltato.

Come definireste l’attuale scena sarda e quali le band che vi piacciono di più?

Sulla scena sarda non possiamo che esprimere un parere positivo. Abbiamo avuto il modo e la
fortuna, negli ultimi 7/8 anni, di suonare con parecchi gruppi e in situazioni diverse tra loro,
trovandoci sempre bene. Riteniamo che in Sardegna ci sia sempre stata una notevole quantità di
gruppi più che validi. Rimanendo nell’ambito del metal estremo le band che apprezziamo di più
sono sicuramente i Deathcrush, Worstenemy, Natrium, Vultur, Simulacro, Accabbadora. E ne
stiamo sicuramente dimenticando tanti. Abbiamo, però, avuto modo di suonare anche con molti
gruppi hardcore come Mexoff, Scornthroats, My Own Prison. Ed anche in questo caso ti stiamo
nominando solo una parte delle band che apprezziamo, sia musicalmente che umanamente.

Sappiamo che eravate in fase di registrazione, avete progetti discografici per questo 2019?

Per quest’anno è finalmente prevista l’uscita del nostro primo full-lenght, “Ucronia”, che
abbiamo finito di registrare nel 2018 e del quale siamo molto soddisfatti. Abbiamo registrato questo
disco al CutFire Mixing Studio di Alberto Bandino, col quale ci siamo trovati davvero bene, in tutte
le fasi di produzione del disco. Abbiamo inoltre, proprio in queste ultimi giorni, firmato un contratto
con due etichette discografiche che si occuperanno della pubblicazione e della promozione del
disco, dandoci quindi un importante supporto. La prima etichetta è ucraina: la Grimm Distribution,
legata alla russa Satanath Records; la seconda è italo-maltese: The Triad Records. Per noi si tratta di
una piacevole novità, dal momento che i precedenti Ep erano invece stati stampati da noi in maniera
totalmente indipendente.

Suonare dal vivo è la parte più entusiasmante per un artista qual’è il ricordo più bello della vostra esperienza live?

Tra i concerti ai quali siamo maggiormente legati c’è sicuramente quello dell’estate 2014, nel
quale abbiamo avuto l’onore di suonare, assieme ad altre band sarde, in apertura agli Obituary.
Senza dubbio il concerto che ci ha dato le soddisfazioni e le emozioni più importanti; il Cueva, che
è uno dei locali di riferimento per la musica live a Cagliari, era ovviamente pienissimo e suonammo
di fronte a più o meno un migliaio di persone. La tensione pre-concerto fu qualcosa di
indescrivibile, ma altrettanto indescrivibile fu la soddisfazione provata una volta scesi dal palco.
Un’esperienza che sicuramente ci ha fatto crescere come gruppo, e che ci ha dato ancora più voglia
di portare avanti questo progetto. Abbiamo poi avuto modo di riprovare sensazioni molto simili
nell’estate del 2017, quando a Sant’Antioco abbiamo suonato in apertura agli Entombed AD.

Una parte importante sono i testi e le argomentazioni che si trattano, spesso sottovalutate, di cosa parlano gli Iato?

Abbiamo sempre cercato di orientare i nostri testi nella direzione di una critica sociale, con lo
scopo di affrontare e mettere in luce quelle che per noi rappresentano le contraddizioni più lampanti
del nostro mondo. Iato vuol dire frattura, distanza; ed in particolare sta a significare quella distanza
o frattura che percepiamo tra noi stessi ed il contesto storico e sociale nel quale siamo immersi. Si
tratta probabilmente dell’elemento che più di tutti si lega al passato del gruppo: prima di chiamarci
Iato e di fare death metal abbiamo suonato per anni punk-hardcore, un genere che solitamente tratta
certe tematiche in maniera molto diretta. Cerchiamo comunque di metterci sempre qualcosa di
nostro nei testi, di personale, nel tentativo di affrontare certe questioni nella maniera meno banale
possibile.

Grazie ragazzi da Dave e da tutta la redazione di Rocker Stage, speriamo di vedervi presto sul palco.

Autore dell'articolo: Redazione

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